mercoledì 22 aprile 2015

Biscotti al Burro di Datteri

Vi avviso che sono biscotti senza glutine, senza zucchero, senza uova, senza derivati del latte, senza lievito.
Con farine naturali e senza gomme aggiunte :)

Trovai sul libro di Marco Bianchi "I Magnifici 20" una ricetta: Torta di Allan Bay, dove il grande Allan utilizzando datteri frullati con un succo di frutta (arancia, ananas o mela) di fatto sostituiva con tale composto, morbido e pastoso, il burro.

L'ho provata (nella rivisitazione che poi ne fa lo stesso Marco Bianchi sul libro) ed i biscotti vennero buonissimi.
Io ho scelto di fare biscotti, perché l'impasto viene sodo come per fare una specie di "sbrisolona".

Ho fatto qualche piccolissima modifica agli ingredienti e che Vi riporterò in rosso.
Il procedimento l'ho in parte cambiato, proprio perché ne ho fatto biscotti.


©Biscotti al Burro di Datteri©

  • 250 g di datteri glassati (io li ho scelti al naturale per stare al riparo da ogni contaminazione, per cui guardate in etichetta che ci sia scritto "datteri essiccati" e basta)
  • 100 ml di succo d'arancia (meglio di mela)
  • 50 g di miele
  • 250 g di farina gialla (lui non specifica quale, cioè quale granulometria, io ho scelto quella di mais finissima)
  • 200 g di mandorle tritate (io le ho tritate finissime)
  • 100 g di uvetta ammollata (io in acqua calda di rubinetto)


Intanto mettete ammollo l'uvetta.
Nel mixer versate il succo della frutta prescelta, il miele, i datteri ed iniziate a frullare.
Deve avere la consistenza che ha il burro quando è spalmabile, per cui se è necessario potete aggiungere qualche goccia d'acqua calda.
Unite a questo composto, la farina, le mandorle e l'uvetta già morbida e ben strizzata.
Impastate il tutto e fate riposare l'impasto in frigo circa 15 minuti.
Accendete il forno e portatelo a 180°
Stendete l'impasto su un piano infarinato con farina di riso e con delicatezza ritagliate i biscotti.
Se incontrate difficoltà stendete l'impasto tra due fogli di carta forno.

Cuoceteli per 10 - 15 minuti circa fino a che non si dorano un pochino.

I biscotti sono davvero molto buoni e leggerissimi.
Li ha mangiati tutti mio marito che non è celiaco né vegano...
Provate questo impasto e poi fate le variazioni che preferite, per esempio sostituendo le gocce di cioccolato all'uvetta, ma è solo una delle possibili varianti.

E grazie ad Allan Bay (per chi non lo conoscesse leggere QUI) per questa idea che Marco Bianchi definisce straordinaria e cioè quella del burro di datteri :)

Un abbraccio!

Olga

p.s. vi anticipo una piccola novità: Lidia adesso ha la possibilità di inserire lei stessa le sue ricette su questo blog, di contribuire quindi al "Cuore di farina senza glutine", anche aiutandoVi nelle richieste a cui io spesso (per ragioni di tempo) non riesco a rispondere. In corrispondenza cercheremo di iniziare un "filone di ricette con prodotti di stagione" che siano senza glutine, naturali, sane e a "chilometro zero" :)
Diamo quindi il benvenuto alla nostra (anche Vostra, perché siete in molti a conoscerla e a volerle bene) cara Lidia.


martedì 14 aprile 2015

Pagnotta con Farine di Legumi (Mix naturale di Bette Hagman)

Ormai con i mix dietoterapeutici il pane si fa, più o meno bene secondo il mix per pane che si usa.
Questi mix oggi sono sempre più "performanti" con un dosaggio attento di zucchero e cellulosa vengono fuori impasti che "stralievitano" e sembrano vivere di vita propria.

Ma ormai lo sapete: il troppo zucchero aggiunto a me non va (mentre non mi spaventano affatto né le gomme e né le cellulose che sono solo fibre vegetali, per lo più insolubili, e quindi non vengono assorbite dall'intestino), per cui cerco di aumentare le mie possibilità di consumare un pane davvero buono fatto con farine naturali.
Non mi nego nulla, nel senso che uso tutto e provo tutti i mix che ci sono in commercio, tuttavia li alterno sempre più spesso con i mix naturali anche per il pane.
Per i dolci invece li ho sempre usati (naturali) e continuo ad usarli.

Oggi l'esperimento ha toccato direttamente il mix di Bette trovato sul suo libro e che vi traduco nelle dosi (in italiano e da cup in grammi).



Mix di Bette in grammi

250 g di Garfava Flour (metà farina di ceci e metà farina di fave: tutto finissimo)**
125 g di farina di sorgo**
300 g di amido di tapioca**
330 g di amido di mais o di arrowroot (fecola di maranta)* (**)





  • Per fare il pane che vedete in foto ho preso 430 g di mix, e ci ho aggiunto: 10 g di gomma di guar, 8 g di sale 1 g di lievito di birra secco e 345 - 350 g di acqua
  • Fatto lievitare 24 ore, poi ribaltato su un foglio di carta forno infarinato con farina di riso e messo dentro uno scolapasta piccolo. Riposo di due ore.
  • Cotto in pentola di pirex con la base larga (non troppo conica): 30 minuti coperto e 15 minuti scoperto a 230°.
  • La pentola, prima di accogliere il pane, va arroventata con il coperchio almeno mezz'ora nel forno a 230°


La ricetta che ho seguito è mia non di Bette, perché lei oltre ad usare lo xantano e dosi superiori di lievito ci aggiunge sempre e immancabilmente le uova.

Ho usato l'arrowroot al posto dell'amido di mais, perché quest'ultimo mi era finito, mentre avevo in dispensa 1 kg di Arrowroot, proveniente dai negozi specializzati in senza glutine degli Stati Uniti. Questo ha un odore spiccato, quasi speziato, che io però non ho più ritrovato nel pane cotto.
La prossima volta proverò con l'amido di mais e vediamo se e cosa cambia.

Se non avete la farina di fave (ma potete ridurre in polvere le fave secche), la Hagman suggerisce di sostituire con la farina di fagioli.

Il pane è buonissimo, morbido, e non ha un sapore spiccato di legumi. La farina di fave rimane molto delicata.
Regge benissimo congelamento/scongelamento.

Se poi portate la quantità di acqua data in ricetta quasi a pari peso con la farina (430 g di mix e 420 di acqua) e cuocete dentro una pentola bassa con coperchio che possa andare in forno, viene fuori un morbidissimo panfocaccia :)



Un abbraccio e al prossimo esperimento (ce ne sono tante da provare e riprovare, Lidia ne ha scovata una di ricetta su un libro inglese davvero molto interessante soprattutto per il dosaggio di xantano. Anche lì ci sono le uova, ma noi le toglieremo :)

Olga

*La fecola di maranta o arrowroot è estratta dal rizoma della Maranta Arundinacea, una pianta perenne che cresce nelle foreste pluviali. Da non confondere con l'arrowroot brasiliano che è invece l'altro nome del più ben noto amido di tapioca.

** I prodotti contrassegnati per essere di sicuro consumo da parte di un celiaco devono riportare la spiga barrata e/o il claim "senza glutine" in etichetta o trovarsi sul prontuario dell'AIC.





giovedì 26 marzo 2015

Focaccia Alta e Morbida con Mix Pizza Senzaltro

Ve l'ho detto che ho una montagna di farine da provare? Più ne consumo e più ne trovo... non ce la farò mai...
Questa farina viene prodotta da un laboratorio artigianale pugliese insieme ad un mix pane (che proverò), ad un mix per dolci (che provò Emanuela, c'è già qualche ricetta sul blog), ad un mix pasta.

Ho lavorato ad alta idratazione e con 1 g di lievito di birra secco.


©Focaccia Alta al Parmigiano©


  • 500 g di mix pizza Senzaltro (per me tutto il pacchetto)
  • 450 g di acqua tiepida (o 400 g per un impasto più gestibile)
  • 2 cucchiai di olio
  • 8 g di sale
  • 1 g di lievito di birra secco


per il condimento

  • passata di pomodoro
  • parmigiano reggiano grattugiato


- La sera, prima di andare a letto: nella ciotola dell'impastatrice sciogliere il lievito nell'acqua ed unire la farina, iniziare ad amalgamare e poi aggiungere l'olio e quando è assorbito unire il sale.
L'impasto viene molto morbido.
Tappare la ciotola e far riposare l'impasto fino alla mattina dopo.
Lievita piuttosto velocemente per cui se non dovete fare la focaccia per pranzo, mettete la ciotola in frigorifero, poi la tirate fuori, lasciate a temperatura ambiente per 1 oretta circa e poi procedete con la preparazione.

- Io ho ribaltato l'impasto che rimane morbido su un piano di lavoro molto bene infarinato ed aiutandomi anche con le mani unte ho impastato di nuovo il tutto.
La farina non è dotata di grande elasticità, per cui se volete un impasto più gestibile diminuite l'acqua di 50 g.
Sempre con le mani ben unte stendete (fatela medio bassa) l'impasto su un foglio di carta forno (io per la verità ne avevo stesi due dischi per farla ripiena: un disco sopra ed uno sotto, solo che il posizionamento dell'impasto sopra non è stato semplice, per cui diventa molto più comodo stendere un solo strato, viene ottima ugualmente) e condite con la passata (sporcando di pomodoro il bordo con il dorso del cucchiaio) ed abbondante parmigiano grattugiato.
Fatela riposare così, magari coperta con un altro foglio di carta forno, per circa 2 ore.

- Mezz'ora prima che termini la fase di riposo accendete il forno con la refrattaria dentro a 230° e fate scaldare molto bene. Posizionate sempre la refrattaria sulla griglia al penultimo gradino del forno, cioè quasi vicino al fondo del forno. Appena il forno è a temperatura infornate la focaccia per circa 15/20 minuti finché non è ben dorata ed il bordo non prende quel bel colore scuretto tipico delle pizze da pizzeria.

- Sfornate, lasciate riposare un attimo e servitela. A me serviva per uno stuzzichino e quindi l'ho servita come vedete in foto. L'hanno mangiata amici (tra cui un bambino) tutti non celiaci: retrogusto assente, leggera leggera, morbida, per nulla gommosa, neppure quando si è raffreddata.
Ne avevo lasciati due pezzetti per il giorno dopo: li ho mangiati senza scaldarli, buoni, e a zero "effetto di gomma".

- Tra qualche giorno pubblico la prova fatta da Lidia con una idratazione più bassa (75% circa).

- Ad ogni modo: lievita molto bene ed il sapore è ottimo, pecca un po' in elasticità ad idratazione alta, ma questo poi si traduce in un prodotto per nulla gommoso. Gli ingredienti sono quelli classici dei nostri mix di farine: amidi in prevalenza, ma non c'è xantano, e nemmeno cellulose, lo zucchero presente che è in questo caso sciroppo di glucosio non sta ai primi posti in etichetta.
Alla prossima provo il mix pane :)


Un abbraccio!

Olga

lunedì 23 marzo 2015

Pane "quasi" alla maniera di Bette...

Mi riferisco a Bette Hagman, statunitense e grande pioniera della cucina senza glutine.

A lei dobbiamo, di fatto, le miscele di farine senza glutine, a loro invece (cioè le mamme e i papà del sito Cucina naturale senza glutine) l'averne tradotte alcune e rese disponibili (con ricette sperimentate) in rete dal 2001 circa, quando cioè i celiaci erano "coloro che provenivano da Marte" e "celiachia" una parola in "Esperanto".

Malgrado oggi questo sia probabilmente difficile da capire è un dato di fatto che la cucina senza glutine sia nata per l'opera di persone di buona volontà, le quali per una questione di sopravvivenza hanno fatto del bene a se stesse prima e poi a tutti gli altri con grande generosità e disponibilità. Nessun cuoco, chef, maestra, blog, etc..., nessun corso di cucina c'era, nemmeno "solo" 11 anni fa quando scoprii la celiachia, soltanto Bette e quel sito di cui vi ho messo il link.
Ne è la prova che i primi libri di cucina senza glutine li abbia scritti la Hagman, semplicemente una "signora celiaca" e sono bellissimi, c'è scritto tutto per ogni singolo ingrediente. Pubblicati nel 1990.

E malgrado siano passati tantissimi anni rimane tutto validissimo e attuale, per quanto mi riguarda (ed io studio e leggo ogni novità) ancora ad oggi non ho altri riferimenti (sul senza glutine) se non Bette e quel sito.

Tuttavia quel sito non tradusse tutto, probabilmente perché allora era difficilissimo trovare in Italia le farine usate da Bette. Ancora oggi non tutto si trova, ma piano piano ce la faremo, come è accaduto per la farina di sorgo che la Hagman ha invece sempre usato o la farina di teff.
E cosa non tradusse? I mix per pane che si trovano sui suoi libri (non tradotti in Italia) a base di farina di ceci, di farina di fave, di farina di sorgo, amidi e guar (o xantano).

Io ho avuto la fortuna di entrare in possesso sia delle farine singole (Farina di ceci=Garbanzo flour; che del mix tra farina di ceci e farina di fave= Garfava flour) perché me le portò Lidia dagli Stati Uniti; sia di un mix per pane senza glutine piuttosto famoso negli Stati Uniti che è il Bob's Red Mill Homemade Wonderful Bread Mix) perché me lo regalò Linda.
Quest'ultimo si basa sulle miscele della Hagman: farina di ceci, fecola di patate, amido di mais, farina di sorgo, amido di tapioca, zucchero di canna, farina di fave, xantano, farina di patate, sale, gomma di guar, lecitina di soia.
Non c'è altro: credo che sia noto che negli Stati Uniti i mix senza glutine siano sempre piuttosto naturali (gli statunitensi sono contraddittori lo capisco, ma sorvoliamo, perché è una loro caratteristica) tuttavia per loro è più semplice essere "naturali", perché aiutano il tutto con l'uso dell'uovo che è un favoloso emulsionante (con il tuorlo) e strutturante (con l'albume) naturale (la ricetta dietro al pacchetto del mix pane di Bob è con le uova e il burro).
La stessa Bette pur prevedendo delle alternative, comunque nelle sue ricette base di origine non fa mai a meno delle uova.

Ed è qui che si spiega quel "quasi" del titolo: io con tutta la buona volontà non ce la faccio a mettere le uova nel pane, quello di ogni giorno. Va bene nelle brioche, o in una preparazione particolare, ma nel pane - pane no.
E così mi aiuto come ho sperimentato in questi anni, pochissimo lievito, alta idratazione, tempi più o meno lunghi: in questo modo gli amidi e le fibre vegetali idrocolloidi come il guar, riescono a dare il meglio di sé creando una struttura più "solida" (prima o poi ce la farò a fare un post per dirvi "chi" sono e come si comportano gli amidi).

Nel caso di specie ho realizzato un No Knead Bread (metodo anche questo statunitense) utilizzando il mix pane Bob's Red Mill, che volendo potete tentare di riprodurre tranquillamente visto che la composizione ve l'ho scritta e nella esatta sequenza ;)




  • 480 g di mix naturale per pane senza glutine Bob's Red Mill
  • 450 g di acqua tiepida
  • 8 g di sale
  • 1 g di lievito di birra secco


La mattina verso le 10 ho mescolato tutto con una forchetta, l'impasto si presenta morbido ma sostenuto per nulla cremoso. Si vede subito che la gomma in maggiore quantità è lo xantano.
Ho tappato e fatto maturare a temperatura ambiente per 18 - 24 ore.
La mattina dopo l'ho ribaltato su un foglio di carta forno infarinato con farina di riso finissima e senza rilavorarlo l'ho lasciato riposare altre due ore.
Mezz'ora prima che terminasse la seconda lievitazione ho acceso il forno a 230° con dentro una pentola vuota con coperchio, poggiata sulla refrattaria.
Allo scadere del tempo ho ribaltato la pagnotta dentro la pentola ed ho chiuso con il coperchio.
Cottura: 30 minuti coperto e 15 minuti scoperto.
Senza spennellare si è colorato come vedete.
Il pane è venuto morbido dentro, non umido, con la crosta croccante.
Il sapore lì per lì è subito quello di "ceci", poi raffreddandosi si attenua.
Il pane si mantiene benissimo e non indurisce, io l'ho consumato senza mai congelarlo: il motivo c'è e risiede nel fatto che nel mix la quantità di farina ricca di proteine è alta (ceci e fave su tutto)
Il pane è sì microalveolato, ma non è pesante, tutta la pagnottina pesa 675 g :)


Credetemi se vi dico che era buono sul serio, di retrogusto o di sapori finto dolciastri nemmeno l'ombra e soprattutto non ho fatto il pieno di zuccheri (no destrosio, saccarosio, sciroppo di glucosio che dovrebbero rimanere una eccezione).

Ora non mi resta che provare a fare il mix di Bette, (diverso da quelli cui siamo abituati in Italia perché usa prevalentemente farine di legumi), prendendolo dal suo libro e togliendo però lo xantano (e le uova ovviamente): aggiungerò solo la gomma di guar e basta.

Per il resto se dovessi aggiungere anche: psyllium, inulina e idrossipropilmetilcellulosa o CMC (carbossimetilcellulosa) tanto vale che mi risparmio la fatica e vado a comprare il mix direttamente in farmacia visto che così diventa identico (non è che chissà cosa altro c'è in più nei mix dietoterapeutici).

Per intanto un abbraccio (e un grazie a Linda)!

Olga

venerdì 20 marzo 2015

Frollini Alla Panna

Il tempo vola! E' già l'equinozio di primavera... e quasi Pasqua.


Questi biscottini sono deliziosi! Dei veri e propri frollini alla panna, leggerissimi e friabili il giusto.
E' una ricetta che avevo realizzato qualche anno fa e pubblicato su Cucinainsimpatia il 10 giugno 2007.

©Frollini alla Panna©

Ingredienti

  • 250 g di mix di farine naturali per biscotti e crostate (quello semplificato a tre)
  • 50 g di fecola di patate*
  • 75 g di zucchero a velo*
  • 100 g di burro
  • 62 ml di panna fresca
  • 1 uovo (55 g)
  • 8 g di lievito per dolci*
  • i semini di mezza bacca di vaniglia (facoltativi)
Per lo spolvero: farina di riso finissima*


L'impasto è facilissimo: unite tutti gli ingredienti secchi nella ciotola dell'impastatrice, poi il burro e azionate la macchina, appena si formano come grosse briciole, aggiungete la panna e l'uovo.
Aspettate che si formi la palla, ricompattate a mano l'impasto e fatelo riposare in frigorifero per 30 minuti.
Stendete l'impasto a circa 5 mm (spolverando poco con farina di riso finissima), ritagliate le formine che vi piacciono... e cuocete in forno già caldo a 180° per 10-15 minuti, infornando a metà altezza.

Io a dire il vero mi sono sbizzarrita, perché l'impasto si lavora benissimo



Potete realizzare anche delle simil - Macine :)



Un abbraccio!
Olga


*I prodotti contrassegnati, per essere idonei al consumo dai celiaci, devono essere certificati senza glutine con la presenza in etichetta del simbolo della spiga sbarrata o del claim “senza glutine” o essere inseriti nel prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia.

lunedì 16 marzo 2015

Waffle Gocce di Cioccolato Bianco e Cannella

Appena fatti :) ho utilizzato la piastra che vendevano da LIDL quella con le piastre intercambiabili e con la quale si possono fare anche le noci dolci ripiene (esperimento prossimo).
E' chiaro che potete usare anche un'altra piastra già in Vostro possesso sia elettrica che da fuoco.

Per intanto ho riadattato senza glutine una delle ricette in dotazione con la piastra, ho anche evitato di mettere il burro ed ho usato olio di mais bio spremuto a freddo.
Sono facilissime e senza lievito :)

Come farina ho invece finalmente provato il Mix Bio per dolci della Liberaire (composizione semplice: farina di riso, fecola di patate, amido di mais, zucchero di canna, polvere di albume d'uovo, gomma di guar, sale) e devo dire che ha reso davvero molto bene.
I dolcetti sono leggermente croccantini fuori e morbidi dentro, da gustare tiepidi così da soli oppure con marmellata o panna montata.



©Waffle Gocce di cioccolato bianco e Cannella©
(per circa 8 - 10 waffle)


  • 3 uova
  • 50 g di zucchero (invece che 150. L'ho diminuito rispetto alla ricetta originale, perché il mix contiene già zucchero)
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
  • 105 g di olio di mais bio spremuto a freddo (al posto dei 150 g di burro fuso previsti)
  • 250 g di Mix Bio per dolci Liberaire
  • 70 ml di latte 
  • 50 g di gocce di cioccolato bianco*


Usate un frullino elettrico a mano con le fruste per montare.
Dentro una terrina rompete le uova e montatele con le fruste.
Quando le vedete piuttosto gonfie, sempre lavorando unite lo zucchero con la cannella.
Poi unite l'olio a filo.
A questo punto il composto è sempre più gonfio e spumoso.
Unite la farina ed il latte alternandoli.
Attenzione che il composto diventa piuttosto consistente, non è per nulla liquido.
A questo punto unite con una spatola a mano le gocce di cioccolato amalgamando bene il tutto.
Potete procedere subito alla cottura, oppure (come ho fatto io) potete far  riposare circa un'oretta in frigorifero.
Accendete la piastra e seguite le istruzioni relative alla cottura, con quella che ho usato io ci vogliono 5 minuti e si distribuisce un cucchiaio di impasto per alloggiamento, quindi ne cuoce due alla volta.
Le piastre vanno leggermente unte con olio.

Attenzione che avendo le piastre intercambiabili (quindi non fisse) può succedere che un po' di olio finisca sotto le piastre, per cui non eccedete troppo con l'impasto, attenetevi ad 1 cucchiaio per alloggiamento, fa nulla se non vengono esattamente quadrate, anzi...

E inoltre: non avendo lievito, si gonfiano per effetto della montata di uova, per svilupparsi bene in cottura la quantità di impasto dentro le piastre non deve essere eccessiva.

Un abbraccio!

Olga

*I prodotti contrassegnati, per essere idonei al consumo dai celiaci, devono essere certificati senza glutine con la presenza in etichetta del simbolo della spiga sbarrata o del claim “senza glutine” o essere inseriti nel prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia.





venerdì 6 marzo 2015

Panini Bianchi con Farina Vivifree

Si tratta della farina per pane e pizza senza glutine del Molino Spadoni, che tra gli ingredienti oltre i soliti (amido di mais, destrosio, farina di grano saraceno, amido di riso, proteine del latte, cellulosa e xantano) contiene anche pasta madre di riso. 
Questo non vuol dire che il lievito non vada aggiunto, attenzione!

La ricetta che segue è semplicissima, ed è la solita che uso sempre (l'avete già vista QUI e se mettete a confronto i due risultati, vi accorgete immediatamente di cosa voglia dire usare una farina per pane piuttosto che un'altra) quando devo provare una farina nuova: facendo in questo modo il pane sarà sempre mangiabile e si riesce a capire che assorbimento di liquidi ha, la resa in lievitazione, in cottura, la crosta, etc...

Pertanto Vi consiglio di fare altrettanto quando volete provare una farina che non conoscete ancora :) perché il sistema è velocissimo e rende bene.
Quando fate le prove con le farine, siccome hanno tutte un assorbimento diverso, partite sempre da 200g di acqua su 250g di farina e poi vi aggiustate secondo quanta resistenza vi fa la forchetta mescolando: il composto vi deve venire morbido, appiccicoso, ma non liquido o semiliquido.



©Panini "Vivifree"©
per 4 panini di 100 g di peso ciascuno
  • 3 g di lievito di birra secco (o 9 g di quello di birra fresco)
  • 250 g di acqua
  • 20 g di olio
  • 250 g di farina senza glutine per pane e pizza Vivifree
  • 4 g di sale
Dentro una ciotolina versate l'acqua tiepida di rubinetto, il lievito di birra e l'olio.
Aggiungete la farina e iniziate a mescolare con una forchetta.
Appena sentite che comincia a fare "resistenza" unite il sale e continuate a mescolare.
Se la forchetta non basta più, utilizzate per lavorare una spatola di silicone.
Tappate la ciotola e fate lievitare due orette circa.
Intanto, quando manca circa mezz'ora alla fine della lievitazione, accendete il forno a 220° con la refrattaria dentro.
Trascorso il tempo, infarinate molto bene un foglio di carta forno (con farina di riso e mais o riso e teff) ribaltate sopra l'impasto (che è morbido, ma non scapperà da tutti i lati) e senza lavorarlo né toccarlo con le mani dividetelo in quattro con una spatola.
Distanziate ogni parte e rigiratela, in modo che ciascuna sia infarinata sia sopra che sotto.
Aspettate ancora 10 minuti, pennellatele delicatamente con acqua e olio e poi infornatele.
Mi raccomando il forno deve essere bollente!
Cuocere a 220° per 30 minuti.
Sfornateli e fateli raffreddare su una gratella.

Il pane è morbido, di ottimo sapore, non gommoso e si è mantenuto morbido davvero molto bene anche il giorno dopo, oltre le 24 ore tende soltanto a sgranare un pochino. 

Un abbraccio!

Olga

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